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AniMal_lia

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The spell of animal & the soul seen from the animal man...

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FROM TRECCANI.IT

MALÌA - S. F. [DER. DEL LAT. MALUS «CATTIVO»]. –

1.

A. Fattura, pratica magica che pretende di ottenere effetti soprannaturali, o di determinare certi comportamenti in altre persone: fecer malie con erbe e con imago (dante); gli hanno fatto la m., l'incantesimo, il malocchio.

B. NON COM. Serie di avvenimenti sfavorevoli, che sembra determinata da una misteriosa forza maligna: rompere la m.;sottrarsi a una malia.

2. In senso fig., fascino, incanto, forza di seduzione: la m. Di uno sguardo, di un sorriso; la sottile m. Delle sue parole; la dolce m. Delle sere, a fine agosto (c. E. GADDA).

Sinonimi e contrari

• malia

/ma'lia/ s. F. [DER. DEL LAT. MALUS "CATTIVO"]. - 1. (etnol.) [pratica magica che mira a influenzare il comportamento di una persona] ≈ incantesimo, magia, maleficio, sortilegio. 2. (fig., non com.) [capacitÀ di suscitare interesse: la m. DI UNO SGUARDO] ≈ ATTRAZIONE, FASCINO, INCANTO, MAGNETISMO, SEDUZIONE..

Animale

enciclopedia dantesca (1970)

di angelo adami

animale (sost.; plur. ANCHE ANIMAI). - 1. È soprattutto inteso come " un essere animato, capace di sentire e di muoversi "; quindi ogni essere vivente dotato di sensibilitÀ, compreso l'uomo. In tale accezione ampia e generica, frequentemente attestata nella prosa e nella poesia due-trecentesca (cfr. In poesia brunetto tesoretto 195 " vidi turba magna / di diversi animali f ... Omini e mogliere, / bestie, serpent ' / e fiere, e pesci... "; bondie amor quando 58; inghilfredi dogliosamente 32; chiaro assai m'era 51, talento ag(g)io 55, come 'l fantin 12), d. Lo usa assai spesso: cv ii viii 10 l'uomo È perfettissimo di tutti li animali, 11 (due volte), xiv 17, iii ii 14 (È l'uomo divino animale da li filosofi chiamato), iii 10, vii 8, x 2, iv iv 1, vi 11, xxii 5, xxvii 3 (in ii iii 2 e viii 10 ricorre come titolo dell'opera di aristotele de animalibus). Anche in poesia, talvolta nel senso piÙ generico: in pg xxv 61 stazio, spiegando a d. L'umana generazione, chiama a. Il feto che si sviluppa nel seno materno: ma come d'animal divegna fante, / non vedi tu ancor, cioÈ in che modo feto passi dalla natura vegetativa-sensitiva, comune a tutti gli altri a., a quella razionale propria dell'uomo ( fante vale " parlante ", essendo il parlare esclusivo dell'uomo). Nei versi seguenti stazio spiega appunto come avvenga tale trasformazione (v. ANIMA; INTELLETTO POSSIBILE).

In lf ii 2 il plurale animai indica insieme, genericamente, " uomini e bestie ": lo giorno se n'andava, e l'aere bruno / toglieva li animai che sono in terra / da le fatiche loro (cfr. VIRG. AEN. Iii 147 " nox erat et terris animalia somnus habebat ", e anche viii 26 " nox erat et terras animalia fessa per omnis / alituum pecudumque genus sopor altus habebat ")

declinazione di animal, animalis (animale):

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